Un figlio nasce sempre da una domanda. Quale?
Ieri con i miei amici si parlava di
bambini. Penso che il desiderio di avere un figlio sia il desiderio di
conoscere un essere che nasca da te e dalla persona che ami. Di conoscerlo,
cioè di scoprire, insieme a lui, chi e'. Quali sono i suoi talenti, qual e' il
suo carattere. E di aiutarlo a diventare quello che e', amandolo.
Se in un genitore manca il desiderio
di rispondere a questa domanda, rimane solo la seconda domanda: cosa puoi fare
tu per rendermi felice? Ma mettere al mondo un figlio per rispondere a questa
domanda e' molto pericoloso.
La seconda domanda e' presente
sempre, anche in chi desidera rispondere alla prima. Ma e' secondaria. La prima
e' la domanda fondamentale, senza la quale si cresce un Non Essere.
Io lo faccio con i miei alunni.
Mentre insegno la mia materia, sono sempre curiosa di scoprire chi sono, mi
chiedo come posso aiutarli a diventare quello che tutti vogliono diventare,
cioè se stessi, e ovviamente questo mi gratifica.
Già, perché pensare che nell'insegnamento non ci sia la benché minima
quota di soddisfazione narcisistica, e', per quel che credo, pura utopia.
L'importante e' che sia consapevole, bilanciata, in modo da non essere mai una
strumentalizzazione e un uso della personalità di chi vuole crescere.
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