giovedì 27 giugno 2013

La direzione della comunicazione

La direzione della comunicazione

Estroversione e Introversione sono due categorie junghiane, che indicano due tipologie di carattere individuale, anche se non esistono in forma pura; sono infatti entrambe energie presenti in ogni essere umano, con diversa predominanza.
Ogni essere umano deve imparare a relazionarsi con la realtà, ma secondo la direzione predominante del proprio carattere naturale.
Un estroverso-dominante tende a partire dalla realtà per arrivare al proprio mondo interiore, desidera sulla base degli stimoli esterni. Osserva il mondo, guarda cosa può offrirgli, e adegua il proprio desiderio a ciò che esiste in natura.
La direzione dell’introverso-dominante è esattamente opposta. Egli parte dai propri bisogni interiori e cerca nel mondo qualcosa che possa soddisfarli. I suoi desideri non nascono in risposta a stimoli esterni. Sono già presenti nella sua interiorità; tutto ciò che deve fare è ascoltarli, trovarli, e cercare il modo di soddisfarli nella realtà.
Una persona tendenzialmente estroversa non sceglie la propria professione sulla base di una vocazione interiore. La sceglie sulla base dei “lavori disponibili”, come se fosse il Menù di un ristorante.
Dopo aver analizzato i piatti sul menù, aver chiesto gli ingredienti, e aver guardato il prezzo, ne sceglie uno che gli stuzzichi l’appetito, che non abbia ingredienti a cui è allergico, e non costi molto. Non sceglie il ristorante per soddisfare un desiderio che ha già in mente. Il suo desiderio di assaggiare una pietanza particolare nasce dopo averla vista nel menù.
Una persona tendenzialmente introversa sceglie invece una professione che corrisponda a un proprio bisogno interiore.
Si forma prima l’idea di ciò che desidera, e poi cerca il modo di realizzare il proprio desiderio nella realtà. 
E’ essenziale saper ascoltare i propri bisogni, e saper ascoltare il mondo esterno, in modo che ci sia un’autentica comunicazione tra i due mondi, e quindi un soddisfacimento individuale realmente possibile.
Questo è possibile se non si sbaglia nel capire la direzione naturale, non unica ma predominante, del proprio modo di comunicare; predominante, perché esiste sempre una corrispondenza biunivoca nella comunicazione tra io e mondo.

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