Scatole cinesi
Ai mercatini dell'antiquariato di Aix en Provence ho comprato una bellissima chiave antica, in ottone, e una piccola scatola orientale dipinta a mano.
Sono sempre stata affascinata dalle scatole; grandi, piccole, medie, francesi, tedesche, inglesi, e poi da quelle cinesi, che funzionano press' a poco così.
Vedi una scatola, la apri; dentro ne trovi una più piccola, la apri; dentro ne trovi una ancora più piccola, la apri. E così via, fino a quando arrivi alla scatolina più minuscola e piccina che tu possa immaginare.
La apri.
Trovi una chiave antica, sottile, elegante, avvolta in un soffice lembo di seta.
Quella sei tu, la tua parte più intima, il tuo spazio interiore, la tua anima.
Prendi la chiave, richiudi la minuscola scatolina, quella un poco più grande, quella più grande ancora, e via dicendo, fino ad arrivare all'ultima scatolona, al di là della quale vedi il mondo.
E' il mondo, misterioso, degli Altri.
Così inizi a vedere tante scatole cinesi, perché ognuno ha le sue, e provi ad aprirle. Con alcuni ti fermi allo scatolone, con altri vai un poco oltre, con altri, pochissimi, inizi ad aprire scatoline via via più piccine.
Poi ti fermi e immagini.
Immagini che forse, un giorno nella vita, ti capiterà di arrivare all'ultima scatolina, quella più minuscola e piccina, ma non più da sola. Vedrai la tua scatolina vicino a quella di un altro, vi scambierete le chiavi per aprirle e vivrete di reciproca e autentica comunicazione dell'anima.
La fantasia si interrompe.
Oggi, nella mia libreria, c'è una stoffa colorata indiana, su cui poggia una scatola orientale dipinta a mano, con dentro una chiave in ottone; una chiave antica, sottile, elegante.
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